Sabato 30 gennaio '10, alle 10, 30, presso l'ITAS di
Ostellato, è stata inaugurata la mostra "Il Pensiero e le
cose". Tale mostra è aperta al pubblico fino al 27
febbraio 2010.
"E’ ormai palese che la scolarizzazione di massa
e lo sviluppo conseguente della tecnologia degli ultimi
cinquantanni, abbia reso più complesso il modello e
l’orizzonte del nostro pensare
quotidiano. La fede, con le sue astrazioni, che a livello
popolare semplificava l’interpretazione del mondo, pare non
essere più sufficiente a distogliere l’energia della libido
dall’oggetto.
La qualità del nostro pensiero si presenta sempre di più
stratificata, dove gli strati più profondi non sono meno
evidenti, nella loro emersione di arcaica violenza, degli
strati più recenti,
densi di apparente riprovazione. Quindi gli ‘Altri’ sono
dentro di noi, come lo è il loro pensare, del quale il
nostro pensiero nella follia o razionalità ( nel bene o nel
male) ne diviene soggetto. La razionalità fredda non può
distoglierci dalla ‘ragione’ dello spirito; dal bisogno
d’astrazione che la follia porta con sé, come nel gioco,
nell’amore, nell’arte, che nei suoni compone la musica; i
simboli della parola, che nel teatro diventano ‘persone’,
gesti, poesia, canto: metafora dell’essere, Incanto. Colori,
oggetti, frammenti; tracce di immagini primordiali. Rottami
d’auto, vetrate medievali, reliquie,
simboli e riti. Ogni strato dei nostri pensieri ambisce a
diventare “cosa”: un nuovo oggetto ri-composto
dall’invenzione, la creatività. La mente e’ il museo dove
sono depositate le tracce dei fatti, i simboli e i miti
della nostra arcaicità e in questa estetica commistione
musiva, c’è “ il sogno di una cosa”. l’Arte, come la parola,
e’ uno strumento per comunicare dal profondo le tracce
estetiche di un senso di colpa per quello che non ho dato, e
quanto di terribile e meraviglioso può la società
tecnologica. Più linguaggi conosco più barriere cadono.
L’immagine e’ la “forma” di un pensiero, che si ricompone e
ricostruisce fuori di noi e con quella trasfigurazione
diventa una nuova realtà, a sé stante. Una Realtà dove
l’osservatore scavalca il muro che lo separa dell’ “altra
sua metà”. L’anima è il contenitore del “soffio” di quelle
divinità che conoscono i nostri desideri, ma l’Io che si
rispecchia attraverso la realtà molte volte non si
riconosce.. e soffre."
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