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Loris Piva all’Istituto Tecnico Agrario“F.lli Navarra”
(26 settembre Malborghetto – 3 ottobre Ostellato)
La
Bassa ferrarese sforna dei soprassalti periodici (ma non
episodici) di volontà identitaria attraverso i più vari mezzi
espressivi: volta per volta, nelle esposizioni che la nostra
scuola ospitava abbiamo incontrato esercizi di grafica e di
pittura, plastica e colore, figurativo ed informale, uniti in
brevi alleanze dentro un vorticoso susseguirsi di
identificazioni e di svolte.
Caratteri comuni: una formazione autodidatta o comunque
irregolare, esperienze professionali multiple, una espressività
mai univoca ma politematica e polimaterica. Anche quando si
concentrano su un unico linguaggio, questi artisti optano per
percorsi spericolati costellati di brusche svolte stilistiche.
Loris Piva passa da una pittura vincolata ad inquadrature di
visionaria cartolina accesa dai colori puri giustapposti ad una
scultura che si affida invece a materiali trovati già pronti per
l’espressione nella risacca di fiumi e mareggiate: oggetti
“trovati” nei quali rintraccia linee di animali autoctoni del
Delta o all’inverso figure di una zoologia vagheggiata sugli
atlanti. Tutte comunque ricondotte alla verifica espressiva
della materia reperibile in zona.
Ricorrente, nella breve antologica, che si apre questo sabato a
Malborghetto e sabato 3 ottobre a Ostellato è l’immagine del
Crocifisso, che sembra svilupparsi dalla fibra di un ramo come
una linea di tensione inarcata dalla lunga lotta dell’essenza
vegetale con le forze naturali elementari, acqua aria terra.
Mauro Bovoli
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